Il 9 maggio 2014, nella suggestiva cornice del Teatro Greco di Siracusa, l’Inda (Istituto Nazionale Dramma Antico) ha inaugurato il Festival del Centenario mettendo in scena l’Agamennone di Eschilo con la regia di Luca De Fusco e le musiche di Antonio Di Pofi.

“Un’attrice nata per fare Cassandra come Giovanna Di Rauso”, Luca De Fusco.

Ad Argo, sul tetto della reggia degli Atridi, una sentinella attende da anni il segnale di fuoco che deve annunciare la presa di Troia. Finalmente il fuoco appare dalle vette dei monti: Troia è caduta e la sentinella ne porta notizia alla regina Clitemnestra. Il Coro dei vecchi argivi esulta, ma le espressioni di gioia per la fine dell’annosa guerra sono venate di toni angosciosi, agitate da oscuri presagi.

Annunciato dall’araldo, Agamennone vittorioso torna alla reggia su un carro: accanto a lui è la concubina Cassandra, la figlia di Priamo sua preda di guerra. Clitemnestra lo accoglie, esultante. Dopo un lungo e animato dialogo con lo sposo, reduce dopo dieci anni di assenza, Agamennone entra nel palazzo, accettando di percorrere il sentiero tracciato dalla corsia di preziosa porpora rossa che Clitemnestra gli impone di calpestare. Rimane sulla scena Cassandra che, in preda al delirio profetico, è scossa dalle visioni di tutti i delitti, passati e futuri, che insanguinano la casa degli Atridi: la sventurata figlia di Priamo entra infine in scena e predice al Coro, sconvolto e incredulo, la sua propria morte, l’uccisione imminente del re per mano della regina, e quella futura di Clitemnestra (e del suo amante Egisto) per mano del figlio Oreste.

Dall’interno della reggia si odono le grida di Agamennone, colpito a morte da Clitemnestra che irretisce lo sposo in un rito di macabra accoglienza e poi lo finisce con le sue stesse mani, colpendolo con la spada: la morte di Agamennone è anche una vendetta per il sacrificio di Ifigenia, la figlia prediletta sacrificata dal padre all’inizio della spedizione perché i venti spirassero propizi e consentissero alle navi degli Achei di salpare per Troia.

Appare sulla porta della reggia Clitemnestra, dritta dinanzi ai cadaveri di Agamennone e Cassandra. Alle accuse del Coro che condanna la regina per l’uccisione dello sposo, Clitemnestra risponde rivendicando la giustizia del suo delitto, ultimo capitolo della sanguinosa maledizione che incatena da generazione la casata regale. Esce dal palazzo anche Egisto, figlio di Tieste che era stato vittima della crudeltà di Atreo, e rivendica un suo ruolo nel regicidio e le sue pretese sul trono di Argo: il Coro sbeffeggia l’arroganza e la boriosa prepotenza del vile Egisto, “donnicciola” che non ha saputo affrontare il cugino Agamennone ma ha lasciato alla regina il ruolo di protagonista nella progettazione e nell’esecuzione del piano omicida. L’intervento di Clitemnestra impedisce la colluttazione delle guardie di Egisto con il Coro dei vecchi argivi. “Basta sangue. Governeremo, insieme, da re” – queste le ultime parole di Clitemnestra, che si ritira nella reggia con a fianco il suo imbelle amante.

AGAMENNONE

Di Eschilo
Traduzione Monica Centanni
Regia Luca De Fusco
Scene/Costumi Arnaldo Pomodoro
Musiche Antonio Di Pofi
Coreografie Alessandra Panzavolta
Con Mauro Avogadro ( Sentinella), Elisabetta Pozzi ( Clitemnestra), Mariano Rigillo,( Araldo), Massimo Venturiello (Agamennone), Giovanna Di Rauso ( Cassandra), Andrea Renzi ( Egisto), Gianluca Musiu ( Giovinetto), Francesco Biscione ( Corifeo), Massimo Cimaglia ( Corifeo), Piergiorgio Fasolo ( Corifeo).

9 maggio 2014 al Teatro Greco di Siracusa

28 maggio 2014 al Teatro Grande di Pompei